Affacciata sul golfo di Napoli, nel cuore della Mergellina più autentica, la Chiesa di Santa Maria del Parto custodisce un patrimonio artistico e storico sorprendente, spesso ignorato persino dai napoletani. Dietro la facciata di questa chiesa – che ospita ogni anno il Premio Nazionale di Poesia intitolato a Salvatore Cerino – si cela infatti un luogo dove convivono fede, arte rinascimentale, leggende popolari e memoria letteraria.
Qui riposa il grande poeta umanista Jacopo Sannazaro, autore del celebre poema De Partu Virginis, e qui prende vita una delle più affascinanti leggende della tradizione partenopea: quella del misterioso “Diavolo di Mergellina”.
La chiesa voluta da Jacopo Sannazaro
La storia della chiesa è indissolubilmente legata a quella di Jacopo Sannazaro. Nel 1499 il poeta ricevette in dono da Federico d’Aragona un terreno affacciato sul mare di Mergellina. Fu proprio qui che immaginò la costruzione di un complesso religioso destinato a celebrare la Vergine Maria.
Il progetto prevedeva due chiese sovrapposte. La chiesa inferiore venne completata nel 1525 e dedicata alla Madonna del Parto, richiamando il titolo del suo poema latino De Partu Virginis (“La nascita della Vergine”). Per secoli questo luogo è stato meta di pellegrinaggi di donne in gravidanza o di coppie che desideravano avere figli, affidandosi all’intercessione della Madonna.
La chiesa superiore, invece, rimase a lungo incompleta a causa delle difficoltà economiche, delle tensioni politiche e delle epidemie che colpirono Napoli nel Cinquecento.
Nel 1529 Sannazaro donò il complesso ai frati Serviti, che ne tornarono ufficialmente in possesso nel 1971.

La monumentale tomba di Jacopo Sannazaro

Tra i tesori più importanti custoditi all’interno della chiesa spicca il monumento funebre di Jacopo Sannazaro, una delle opere rinascimentali più significative presenti a Napoli.
Realizzata nel 1536 dallo scultore Giovanni Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo, la tomba colpisce per la sua straordinaria eleganza e per l’insolita presenza di elementi ispirati alla cultura classica e pagana.
L’opera riflette perfettamente la personalità del poeta umanista, sospesa tra fede cristiana e amore per l’antichità greco-romana. Statue allegoriche, decorazioni classiche e simbolismi eruditi si fondono in una composizione monumentale che celebra la grandezza intellettuale di uno dei più importanti letterati del Rinascimento italiano.
Ancora oggi la tomba rappresenta il cuore simbolico della chiesa e il legame più profondo tra il luogo e il suo fondatore.
Il Diavolo di Mergellina: la leggenda più affascinante della chiesa
Se la tomba di Sannazaro racconta la grande storia, un dipinto custodito nella chiesa alimenta invece una delle leggende più celebri della tradizione popolare napoletana.
L’opera si intitola San Michele che scaccia il demonio ed è stata realizzata nel 1542 da Leonardo Grazia da Pistoia.
Il soggetto rappresenta l’Arcangelo Michele nell’atto di cacciare il demonio dal cielo. Fin qui nulla di insolito. A sorprendere è invece l’aspetto del demonio: il corpo è quello di un enorme serpente, ma il volto è quello di una donna straordinariamente bella, dai lunghi capelli biondi.

Secondo una tradizione diffusa nei secoli, il pittore avrebbe raffigurato le sembianze di Vittoria d’Avalos, nobildonna napoletana considerata tra le donne più affascinanti del suo tempo.
Da questa immagine nacque il celebre proverbio napoletano:
“Si’ bella e ’nfame comme ’o riavule ’e Mergellina”
ovvero:
“Sei bella e cattiva come il Diavolo di Mergellina”
L’espressione viene ancora oggi utilizzata per descrivere una donna tanto affascinante quanto seduttrice e imprevedibile.
Tra storia e leggenda, il dipinto continua ad attirare visitatori incuriositi da quella figura femminile che sembra emergere dall’oscurità con uno sguardo quasi magnetico.
Il prezioso presepe del Cinquecento
Un altro gioiello custodito nella chiesa è il magnifico presepe ligneo realizzato da Giovanni da Nola intorno al 1520 su commissione dello stesso Sannazaro.
Considerato uno dei più antichi presepi monumentali napoletani giunti fino a noi, rappresenta una testimonianza fondamentale dell’evoluzione dell’arte presepiale partenopea.
Le statue lignee, scolpite con straordinaria raffinatezza, mostrano la Sacra Famiglia e i personaggi della Natività secondo il gusto rinascimentale dell’epoca.
Per molti anni l’opera è rimasta nella chiesa inferiore. Oggi è visibile in una cappella laterale del vestibolo e può essere ammirata grazie a un importante intervento di restauro – curato, fra gli altri, da Umberto Santacroce – che ne ha restituito l’antico splendore.
La Madonna miracolosa del Parto
La devozione popolare verso Santa Maria del Parto è sempre stata legata alla presenza della Madonna del Parto, venerata dalle future madri e dalle donne che desideravano un figlio.
Per secoli il santuario è stato meta di pellegrinaggi e preghiere, alimentando una tradizione che ancora oggi sopravvive nella memoria religiosa napoletana.
La statua della Madonna continua a rappresentare il simbolo più autentico della spiritualità del luogo, testimoniando una fede che attraversa generazioni.
La suggestiva cripta sotto la chiesa
Pochi visitatori sanno che sotto l’edificio esiste una splendida cripta, oggi non visitabile.
Questo ambiente sotterraneo, ricco di fascino e atmosfera, negli anni è stato utilizzato anche come spazio culturale e ha ospitato diverse edizioni del Gulf of Naples Independent Film Festival (GoN IFF), trasformandosi in un originale punto d’incontro tra arte contemporanea e patrimonio storico.
Le sue volte silenziose e gli ambienti raccolti conservano ancora oggi un’aura misteriosa che contribuisce al fascino complessivo del complesso monumentale.
Un tesoro nascosto affacciato sul mare
Santa Maria del Parto non è soltanto una chiesa monumentale. È un luogo in cui convivono il Rinascimento napoletano, la letteratura umanistica, la devozione popolare e le leggende più affascinanti della città.
Tra la tomba di Jacopo Sannazaro, il misterioso Diavolo di Mergellina, il prezioso presepe cinquecentesco, la Madonna miracolosa del Parto e la suggestiva cripta sotterranea, questo luogo rappresenta uno dei tesori più sorprendenti e meno conosciuti di Napoli. Un piccolo scrigno di storia e arte che continua, dopo oltre cinque secoli, a raccontare il volto più autentico e affascinante della città.
