Premio Nazionale Salvatore Cerino: la luce che non si spegne

Sarà per me un onore e un’emozione particolare prendere parte alla XXII edizione del Premio Nazionale Salvatore Cerino, che si terrà il prossimo 9 maggio 2026 alle ore 19:00 nella splendida Chiesa Monumentale di Santa Maria del Parto a Mergellina. In questa occasione avrò il piacere di presentare il mio artista, Giovanni Paturzo, che accompagnerà la serata con la sua voce, intrecciando musica e poesia in un dialogo che si preannuncia profondamente suggestivo.

Il Premio Cerino non è soltanto un appuntamento culturale, è un atto d’amore verso Napoli e verso una tradizione poetica che continua a vivere e rinnovarsi. Ogni anno, questo evento riaccende la memoria di Salvatore Cerino, figura centrale del Novecento napoletano, poeta capace di trasformare il paesaggio in sentimento e la lingua in melodia.

Cerino è stato un interprete autentico dell’anima partenopea. Nei suoi versi si respira il mare, si ascolta il vento tra le rampe di Posillipo, si avverte la luce che accarezza Mergellina. La sua poesia, mai artificiosa, si nutre di semplicità e verità, restituendo immagini limpide e vibranti. Non è un caso che personalità come Libero Bovio, Raffaele Viviani ed E.A. Mario abbiano riconosciuto in lui una voce rara, capace di inserirsi con naturalezza nella grande tradizione culturale napoletana, senza mai perdere una cifra personale.

Il rapporto con questi protagonisti della scena artistica del tempo non fu soltanto di stima, ma di autentico scambio umano e creativo. Cerino seppe costruire attorno a sé un ambiente fertile, fatto di incontri, conversazioni, confronto continuo. Il suo salotto letterario, attivo sin dal dopoguerra, fu un punto di riferimento per poeti, giornalisti e intellettuali, un luogo in cui la cultura non era mai astratta ma viva, condivisa, necessaria.

A rendere ancora più preziosa questa eredità è l’impegno della famiglia Cerino, che con dedizione porta avanti il Premio, custodendone lo spirito originario. In particolare, Alessandro Rocco rappresenta oggi un punto di continuità fondamentale: grazie al suo lavoro, questa manifestazione non si limita a celebrare il passato, ma guarda con attenzione al futuro, offrendo spazio e voce a nuovi talenti poetici.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che più mi colpiscono: la capacità del Premio Cerino di essere ponte tra generazioni. In un tempo in cui la parola spesso si consuma nella velocità, qui torna ad avere peso, ritmo, respiro. Qui la poesia ritrova il suo tempo naturale.

La scelta della Chiesa di Santa Maria del Parto non è casuale: è un luogo carico di storia e suggestione, custode della memoria di Jacopo Sannazaro, che sembra dialogare idealmente con Cerino, in un intreccio di epoche e sensibilità diverse ma unite dalla stessa tensione verso la bellezza.

Sono convinta che la serata del 9 maggio sarà molto più di una premiazione: sarà un momento di condivisione autentica, in cui parola, musica ed emozione si fonderanno in un’unica esperienza. E sarà per me motivo di orgoglio contribuire, anche attraverso la presenza di Giovanni Paturzo, a rendere omaggio a un poeta che ha saputo raccontare Napoli con luce, delicatezza e verità.

Condividi su:

Lascia un Commento