The Living Object: Salome Khvedelidze dal rocchetto alla follia post-moderna

The Living Object nasce dalla visione di Salome “Sally” Khvedelidze, artista georgiana la cui ricerca esplora il rapporto tra identità, memoria e trasformazione. Attraverso una sensibilità profondamente influenzata dalla filosofia e dalla sua particolare percezione sinestetica del colore, Salome concepisce ogni opera come un organismo vivo, capace di evolversi senza perdere la propria essenza.

Da questa riflessione prende forma il concetto del restauro trasformativo: un approccio in cui il restauro non è soltanto conservazione del passato, ma un processo creativo che permette all’oggetto di attraversare il tempo, accogliere nuove identità e continuare a raccontare la propria storia. Il progetto che segue rappresenta la traduzione di questa visione artistica, trasformata in un oggetto di design che unisce memoria, innovazione e libertà espressiva.

Il Divano di Sally

L’essere umano è in continua trasformazione. Ogni esperienza, ogni incontro e ogni epoca della vita lasciano un segno nella nostra identità. Non siamo mai gli stessi: cresciamo, cambiamo, conserviamo i ricordi del passato e li trasformiamo in nuove possibilità per il futuro. La nostra essenza rimane, ma il modo in cui la esprimiamo evolve costantemente.

Questo divano nasce proprio da questa riflessione. Non è soltanto un oggetto d’arredo, ma la metafora di una persona, un organismo vivente che attraversa il tempo senza perdere la propria identità. Così come un essere umano si arricchisce grazie alle esperienze vissute, anche questo mobile porta con sé le tracce delle epoche che ha attraversato, trasformandosi e assumendo nuovi significati.

Il protagonista di questa narrazione è un maestro restauratore vissuto nel XVII secolo. Per lui il restauro non era semplicemente una pratica di conservazione, ma un autentico viaggio nel tempo. Ogni mobile che restaurava lo conduceva in un’epoca diversa. Era come se, durante il processo di restauro, indossasse la pelle di quel periodo storico, vivendone la cultura, l’estetica e la sensibilità. Non restaurava soltanto gli oggetti: ne assorbiva la storia, facendola diventare parte della propria identità.

La sua filosofia si fondava su una visione profondamente positiva della vita. Ogni epoca rappresentava un’opportunità di crescita, ogni cambiamento una nuova prospettiva. Per questo motivo non ha mai avuto paura della trasformazione: ha imparato ad accoglierla come parte naturale dell’esistenza.

The Living Object - Il Divano di Sally - 1 - 169
Ieri
The Living Object - Il Divano di Sally - 2
Oggi (dimensioni: 50 x 148 x 100 cm)

Discendente di tre generazioni di una famiglia milanese, ha ereditato una profonda sensibilità verso il design italiano, dove artigianalità, cultura e innovazione convivono in equilibrio. Questa eredità, unita al suo continuo dialogo con la storia, hatrovato la sua massima espressione nell’incontro con il pensiero di Ettore Sottsasse con il movimento Memphis.

Da quel momento il colore è diventato un linguaggio, la geometria un gioco e il progetto un’espressione di libertà. Il divano conserva la memoria dell’oggetto storico, ma si rinnova attraverso una nuova identità fatta di colori vivaci, forme geometriche e dettagli ironici. Il passato non viene cancellato: continua a vivere, reinterpretato attraverso uno sguardo contemporaneo.

Questo progetto non rappresenta soltanto il redesign di un divano storico, ma il ritratto di un essere umano che ha attraversato i secoli senza mai smettere di evolversi. È la dimostrazione che, proprio come le persone, anche gli oggetti possono crescere, cambiare e raccontare nuove storie, rimanendo fedeli alla propria anima.

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