Rino Gaetano: Il mito dell’irregolarità

Il 24, 25 e 26 novembre è andato in onda al cinema il docufilm Rino Gaetano – Sempre più blu di Giorgio Verdelli.
Si tratta di un’opera che celebra un artista che ha segnato la storia della musica italiana, degli anni ’70 e non solo.
Ho avuto la fortuna di poter assistere alla proiezione e poi al dibattito sull’arte di Rino Gaetano, alla presenza del regista, della produzione, dell’attrice Lina Sastri e di Alessandro Gaetano, nipote del cantautore, che porta avanti con delicatezza la sua eredità musicale attraverso esibizioni in tour.

Rino Gaetano, un’icona senza tempo

Rino Gaetano è un’icona della musica, questo è un dato scontato. Ma è anche molto di più: è genio e sregolatezza, è semplicità piena di contenuti, è avanguardia pura, è un mélange di generi musicali che nessuno prima di lui aveva osato mescolare con tanta naturalezza.
È l’artista che riesce ad essere “di moda” proprio perché non lo è mai stato: libero, anarchico, imprevedibile. È l’arte che fa grande un paese e che resta impressa nella cultura collettiva.

L’ironia che diventa impegno

Le canzoni di Rino Gaetano sono state manifesti politici, ballate per gli ultimi e i dimenticati. Gaetano ha fatto tutto a modo suo: quel modo speciale, da calabrese introverso eppure determinato a far sentire la propria voce.
Una voce ruvida, quasi un graffio a ogni parola pronunciata. Una voce di cui forse nemmeno lui era convinto, e che invece “bucava” i microfoni, come le sue parole “bucavano” (e “bucano” tuttora) il cuore.

Dietro l’apparente leggerezza, Rino nascondeva un linguaggio denso di metafore, riferimenti politici e critiche sottili alla società italiana degli anni ’70. Brani come “Nuntereggae più”“Gianna” o “Aida” sono diventati veri e propri specchi del Paese, capaci di raccontare storture e contraddizioni con sorrisi amari e intuizioni folgoranti.

Rino Gaetano - Sempre Più Blu
Rino Gaetano - Pass per Sanremo 1978
Rino Gaetano – Pass per Sanremo 1978 (si presentò col brano Gianna)

Un artista scomodo e profetico

Sulla morte strana ed estremamente prematura di Rino Gaetano si è detto tanto. È stato per molti un personaggio scomodo, forse temuto, perché non aveva timore a dire la sua in un mondo che tendeva a diventare patinato e rassicurante.
Nelle sue canzoni sembrava prevedere, denunciare e soprattutto svelare. La sua ironia tagliente lo ha reso una voce fuori dal coro, spesso anticipatrice dei tempi, e per questo ancora oggi appare incredibilmente attuale.

Un’eredità che non smette di parlare

Visto che a morire – prima o poi – siamo destinati tutti, ciò che davvero conta, secondo me, è che le canzoni di Rino Gaetano sono un inno alla vita.
Sono destinate ad essere cantate e ricordate dalle giovani generazioni di oggi e da quelle che verranno. Perché Rino Gaetano non invecchia: resta giovane, ribelle, libero.

La sua musica continua a viaggiare: nei social, nelle piazze, nei busker che reinterpretano “Ma il cielo è sempre più blu”, nei ragazzi che scoprono i suoi testi e vi trovano una sincerità rara, quasi disarmante.

Rino Gaetano: la voce libera di sempre

Rino Gaetano è stato, è e sarà sempre una voce fuori dal coro, una voce libera.
Una voce che continua a risuonare e a parlare alle coscienze, a ricordarci che si può ridere e pensare allo stesso tempo, che si può essere profondi senza prendersi troppo sul serio.

Una voce, insomma, sempre giovane. Per sempre.

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