La pelle come tela: Maurizio Luchetti e il rito contemporaneo del Body Painting

Oggi, sabato 7 marzo alle ore 17, al “Polmone Pulsante” di Andrea Ungheri si svolgerà, nell’ambito della rassegna di eventi da me curata e intitolata “7 Eventi in 11 Stanze”, una performance live di Maurizio Luchetti. L’artista marchigiano darà, infatti, vita a una sessione di Body Painting, adoperando il corpo di una modella come tela.

Le origini: un’arte antica quanto l’uomo

Il Body Painting è una delle forme espressive più antiche dell’umanità. Le sue radici affondano in un passato remoto, risalente a oltre 60.000 anni fa, quando gli aborigeni australiani e numerose tribù africane decoravano il proprio corpo con pigmenti naturali – argilla, ocra, carbone, succhi vegetali – per riti religiosi, atti propiziatori della caccia, pratiche protettive o segni di appartenenza sociale.

La pittura corporea accompagnava i passaggi fondamentali della vita, celebrava festività, indicava lo status all’interno della comunità e, talvolta, incuteva timore ai nemici. Non mancavano neppure funzioni pratiche: protezione dagli agenti atmosferici, dalle punture di insetti o persino occultamento dell’odore corporeo durante la caccia.

Ancora oggi molte popolazioni tribali, in Africa come in Amazzonia, mantengono viva questa tradizione. Gli aborigeni australiani, ad esempio, dipingono il proprio corpo per rievocare il “Tempo del Sogno”, dimensione mitica e fondativa della loro cultura. Anche i nativi americani utilizzavano pitture corporali simboliche: non è un caso che i coloni europei li soprannominarono “Pellerossa”, proprio per l’uso dell’ocra rossa su volto e corpo da parte di alcune tribù.

La riscoperta moderna

Nel Novecento il Body Painting riemerge in una nuova forma, sospeso tra arte, moda e provocazione. Nel 1933 il celebre truccatore Max Factor (al secolo Maksymilian Faktorowicz), considerato il padre dei make-up artist moderni, presentò all’Esposizione Universale di Chicago la modella Sally Rand vestita unicamente di pittura. L’episodio suscitò scandalo e portò persino al suo arresto per disturbo alla quiete pubblica, segnando tuttavia un momento simbolico di rinascita per l’arte del corpo dipinto.

Negli anni Sessanta il movimento hippy e la controcultura rilanciarono la pittura corporea come gesto di libertà, riappropriazione del corpo e superamento delle convenzioni. In questo contesto emerse la figura iconica della nobildonna tedesca Vera Gottliebe Anna von Lehndroff-Steinort, per il mondo Veruschka, tra le prime top model della storia. Celebri divennero le sue performance camaleontiche degli anni Settanta, in cui il corpo dipinto si fondeva con la natura o con lo sfondo fotografico, tanto da valere all’artista il soprannome di “camaleonte psichedelico”.

Oggi il Body Painting è riconosciuto come forma di Body Art performativa, utilizzata nella moda, nella pubblicità, nello spettacolo e nelle arti visive. Pennello, spugna e aerografo trasformano la pelle in superficie viva, in un dialogo continuo tra artista, modello e pubblico.

Veruschka dipinta da Holger Trülzsch, _Porte aperte_, Paros, 1977
Veruschka dipinta da Holger Trülzsch, Porte aperte, Paros, 1977

I grandi festival e le competizioni internazionali

Negli ultimi decenni il Body Painting ha trovato nei festival internazionali luoghi di confronto, crescita e spettacolo, attirando artisti da tutto il mondo.

Il più importante è il World Bodypainting Festival (WBF), fondato nel 1998 in Austria. Tradizionalmente ospitato a Klagenfurt, è considerato il più grande evento mondiale dedicato a quest’arte, capace di attrarre migliaia di spettatori e i migliori artisti del settore.

In Italia, un punto di riferimento è l’Italian Body Painting Festival, che si svolge solitamente nella cittadina di Garda, richiamando artisti nazionali e internazionali.

Tra gli altri appuntamenti di rilievo figurano il International Bodypainting Contest – LPA Carnaval in Spagna, legato al celebre carnevale di Las Palmas, e le iniziative promosse dalla World Bodypainting Association, che organizza eventi e competizioni in vari Paesi.

Le categorie di gara spaziano dal Brush & Sponge (pennello e spugna) all’Airbrush, dal Camouflage – in cui il corpo si fonde perfettamente con lo sfondo – agli Effetti Speciali e al Face Painting. Ogni competizione diventa un laboratorio creativo in cui arte, fotografia e performance convivono in un unico gesto espressivo.

Maurizio Luchetti e Il corpo come celebrazione

11 Stanze - Locandina Maurizio Luchetti 1
La locandina dell’evento Body Painting Body Love. Clicca sull’anteprima per scaricare il volantino

In questo solco millenario si inserisce la performance di Maurizio Luchetti: un gesto che non è semplice decorazione, ma rito contemporaneo. Il corpo non viene strumentalizzato, bensì celebrato come spazio simbolico, luogo di memoria e visione.

Il Body Painting, infatti, unisce passato e futuro. Porta con sé l’eredità arcaica dei popoli originari e, allo stesso tempo, dialoga con le avanguardie artistiche e con la sensibilità contemporanea. È un’arte effimera – destinata a scomparire con il tempo o con un semplice gesto d’acqua – ma proprio per questo intensamente viva.

Al “Polmone Pulsante”, in questa occasione, la pelle diventerà racconto, superficie poetica, paesaggio da attraversare con lo sguardo. Un evento significativo non solo per la qualità dell’artista, ma per il valore simbolico che porta con sé: il corpo come tela, come identità, come opera.

Un’arte antica che continua a reinventarsi, dimostrando di avere radici profondissime e, al tempo stesso, un futuro ancora tutto da dipingere.

Visita la pagina del mio sito dedicata a Maurizio Luchetti. Se sei interessato alle opere dell’artista, contattami qui.

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