Napoli, 21 novembre — Si è conclusa ieri sera, all’Auditorium Porta del Parco in Bagnoli, la XI edizione del Gulf of Naples Independent Film Festival, che dal 17 al 20 novembre ha riportato in città il meglio della produzione autoriale contemporanea, tra visioni coraggiose, sperimentazioni stilistiche e sguardi provenienti da oltre dieci paesi del mondo.
Dopo quattro giorni di proiezioni, incontri e scoperte — tra lungometraggi, documentari e cortometraggi selezionati in un bouquet di oltre 40 titoli — il Festival ha celebrato i suoi vincitori in una cerimonia di premiazione intensa, partecipata ed emozionante, che ho avuto il piacere e l’onore di condurre personalmente.
Cinema, musica e danza
Il pubblico dell’Auditorium Porta del Parco ha vissuto una serata conclusiva densa di emozioni, in cui cinema, danza e musica si sono intrecciati in un racconto armonioso.
A sorprendere e incantare è stata innanzitutto l’esibizione del 4 Ballet, che ha portato in scena una coreografia elegante e moderna sulle note di “Give Me Everything”, brano tratto dalla serie di successo Bridgerton.
A seguire, gli interventi musicali del Duo Aurea Vox hanno impreziosito la cerimonia con un viaggio sonoro attraverso epoche e immaginari differenti.
Il duo ha eseguito alcuni celebri temi cinematografici — da La La Land al classico intramontabile Il Mago di Oz, fino all’iconico motivo di C’era una volta il West.
La scaletta si è poi aperta alla lirica con una raffinata interpretazione della celebre “Habanera” di Bizet, per concludersi con un omaggio alla tradizione napoletana attraverso “Me voglio fa’ na’ casa” di Donizetti.
I premi assegnati dalla giuria
La giuria internazionale, composta da professionisti del settore provenienti da vari paesi, ha annunciato i vincitori delle categorie in concorso.
La sezione Cortometraggi – Fiction Short Films ha visto trionfare “A domani” di Emanuele Vicorito, premiato come Best Fiction Short Film. Una Jury Special Mention a “Nautilus” di Natalya Lebedeva, mentre il riconoscimento per il Best Social Fiction Short Film è andato a “E io?” di Katia Solomita.
Nella categoria Documentari Corti – Short Documentaries, il premio Best Short Documentary è stato assegnato ex aequo a due opere: “Broken Breath” di Morgan Bertacca e “Chiacchierià” di Andrea La Puca. La giuria ha inoltre conferito lo Special Award for the Preservation of Intangible Cultural Heritage a “Natura viva, natura morta” di Ludovico Desideri, mentre il titolo di Ambassador of Naples in the World è stato attribuito a “The Faces of Neapolis” di Sofia Falconi. Una seconda Jury Special Mention è andata infine ad “Assente” di Agata Lewandowski.
Per la sezione Documentari Lunghi – Feature Documentaries, il premio Best Feature Documentary è stato assegnato a“Saffron Robe” di Jane Centofante, mentre la Jury Special Mention ha premiato “World Without Cows” di Michelle Michael e Brandon Whitworth.
Il riconoscimento dedicato alla Sceneggiatura – Premio Elvio Porta, Best Screenplay “Elvio Porta Award”, è andato a “How to Survive Hollywood” dello sceneggiatore Paul Ruven, che ha salutato il pubblico con un videomessaggio.
La categoria Lungometraggi – Fiction Feature Film ha incoronato come Best Fiction Feature Film “Water Lilies” di Chanho Lee, mentre il premio Best Creative Vision è stato attribuito a “Freedom” di Evgeniy Lavrentyev. La giuria ha inoltre assegnato una Jury Special Mention a “Wanderer” di Mikhail Shevchuk.
Durante la premiazione, è stato proiettato un tributo video al grande Robert Redford e si è parlato del suo Sundance Film Festival, creato nel 1981 da Redford e Sidney Pollack, formidabile apripista dei Festival di cinema indipendente.
La mostra dedicata al Cinema Fantastico anni ’50 – ’70
Parallelamente alle proiezioni e agli incontri, grande successo anche per la mostra speciale dedicata al Cinema Fantastico degli anni ’50 – ’70, inaugurata il 19 novembre all’Auditorium Porta del Parco.
La collezione Bruno, con i suoi manifesti d’epoca magistralmente restaurati, ha affascinato visitatori di ogni età, riportando alla luce un’estetica che ha influenzato generazioni di spettatori e registi, in un viaggio visivo nel gusto vintage e in quella grafica d’altri tempi.
Una città che sostiene il cinema
Quest’undicesima edizione ha confermato Napoli come una delle città italiane più vivaci nella promozione del cinema indipendente: un luogo che accoglie, ispira e dà spazio a nuove narrazioni.
Il Festival saluta questa edizione con un bilancio più che positivo: sale piene, energia internazionale e soprattutto la consapevolezza che l’autorialità contemporanea trova qui un terreno fertile, disposto ad ascoltare e lasciarsi sorprendere.
Appuntamento al prossimo anno
Con la cerimonia di ieri si chiude un’altra edizione, segnata da una partecipazione calorosa e da un livello artistico particolarmente alto.
Il Festival, però, non si ferma: già si guarda alla dodicesima edizione, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente lo sguardo sulle cinematografie emergenti e continuare a fare di Napoli un punto di riferimento per chi vive e ama il cinema.

