Ieri 27 marzo 2026, al vernissage che ha aperto ufficialmente il percorso espositivo, ha avuto luogo la presentazione del concept di “11 Stanze”, la prima personale di Maurizio Luchetti, ospitata al Polmone Pulsante – Centro Promozionale delle Arti e della Ricerca di Roma.
È stato un momento intenso, non soltanto inaugurale, ma profondamente rivelatore: un’occasione per entrare nel laboratorio interiore dell’artista, per comprenderne le traiettorie emotive e la direzione – mai lineare – della sua ricerca.
Undici stanze come undici attraversamenti
Il titolo non allude semplicemente a spazi fisici. Le “stanze” di Luchetti sono soglie, passaggi, ambienti interiori che si aprono uno dopo l’altro come capitoli di un racconto visivo. Durante il mio dialogo con l’artista, è emersa con chiarezza l’idea di un percorso che non chiede di essere spiegato, ma vissuto. Ogni tela è un ambiente emotivo, un territorio che muta a seconda dello sguardo di chi lo attraversa.
Si percepisce nella sua narrazione una tensione costante tra impulso e riflessione, tra materia e luce. Nulla appare programmato in modo rigido: l’opera nasce da un’intuizione improvvisa, da un’immagine affiorata quasi per caso o da una vibrazione interiore difficile da nominare. E poi cresce, si trasforma, talvolta si interrompe, talvolta viene rimessa in discussione.
La pittura come necessità

Per Luchetti dipingere non è un passatempo né un esercizio estetico: è un’urgenza. Dopo oltre venticinque anni trascorsi a lavorare sui volti come make-up artist, plasmando lineamenti e chiaroscuri sulla pelle, il passaggio alla tela sembra quasi naturale. Cambia il supporto, ma resta centrale il dialogo con il colore, con le superfici, con le stratificazioni.
Ciò che colpisce è la sua libertà operativa. Predilige gli acrilici, ma non si impone confini: grafite, materiali plastici, collanti, impasti densi entrano nella composizione come elementi narrativi. Alcuni lavori vengono lasciati sedimentare per mesi prima di essere ripresi; altri, apparentemente conclusi, vengono trasformati di nuovo, come se l’artista sentisse il bisogno di riscrivere la propria traccia. È un processo dinamico, mai definitivo.
Un dialogo aperto con chi guarda
Per molto tempo Luchetti ha scelto di custodire le sue opere in una dimensione privata. Solo recentemente ha deciso di esporle, permettendo a quel mondo interiore di incontrare altri sguardi. Durante la serata inaugurale si è avvertita chiaramente questa apertura: non una dichiarazione univoca, ma un invito. Le sue tele non impongono un significato; suggeriscono, evocano, lasciano spazio.
C’è una sorta di equilibrio instabile nel suo lavoro, una convivenza tra disordine e armonia che non cerca di risolversi del tutto. È proprio in questa tensione che si avverte la vitalità della sua ricerca.
Un programma che ha ampliato l’esperienza
La mostra non si limiterà all’esposizione delle opere. Da oggi e nei giorni successivi si alterneranno momenti musicali, performance e incontri che arricchiranno il percorso. Dalla serata dedicata alla presentazione del progetto discografico “La città di Guisnes”, alle atmosfere evergreen del Novecento, fino alla performance di body painting – sempre di Maurizio – in cui il colore troverà nel corpo umano una nuova superficie viva.
La giornata conclusiva intreccerà arti visive e musica d’autore, culminando nell’appuntamento dell’“8 con la Musica”, festival romano dedicato alla canzone d’autore, trasformando lo spazio espositivo in un crocevia di linguaggi.
Cornice di tutto questo sarà sempre il Polmone Pulsante, luogo poliedrico ideato da Saverio Ungheri e oggi portato avanti da Andrea Ungheri, un ambiente che sembra esso stesso un organismo in continua trasformazione. Durante gli eventi sarà possibile visitare anche il Museo Saverio Ungheri e la sala affrescata “Energia tempo e coscienza” di Federico Kampf, ampliando ulteriormente l’esperienza.
La locandina con il programma è scaricabile cliccando qui. Vi aspettiamo numerosi per vivere insieme una fantastica esperienza.
Visita la pagina del mio sito dedicata a Maurizio Luchetti. Se sei interessato/a alle sue opere, puoi inviarmi un messaggio nella sezione Contatti.
In copertina: la prima sala della mostra “11 Stanze”

